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venerdì, 07 gennaio 2005

A JOANIE’S BUTTERFLIES STORY

(1th Version)

 

Mi chiamo Sandro, e quello che mi è successo, ha dell’incredibile.

Tre anni fa mi è capitato ed ancora oggi, quando ci penso, mi vengono i brividi.

Era un sabato pomeriggio, a quel tempo vivevo con mia nonna che guardava sempre la televisione. In quel momento, stava guardando l’ennesima replica di “Paper Moon”, quel telefilm ad episodi con la Jodie Foster piccola piccola.

Brutto tempo fuori! Cazzo, anche quest’anno è inverno!

Ero annoiatissimo. La mia ragazza mi aveva lasciato il giorno prima. “Non sei mai stato un po’ sensibile nei miei confronti”, o “Voglio provare qualcosa di diverso” o “Sono stanca della nostra routine di merda” – diceva la troia.

Sento dei rumori alla porta, mentre ero nella mia stanza, così la prima cosa che ho pensato è stata: “E’ Lei!”.

Il cuore mi batteva forte mentre nascondevo “Le Ore” sotto il cuscino e mi riabbottonavo i pantaloni. Sono andato ad aprire e la prima cosa che ho detto è stata : “Macchècazzo…???”.

Era una cane, o meglio, una cagna, vista la pancia a penzoloni con le tante tettine che spuntavano belle grosse.

Ora Voi, immaginatevi una cagna, in quelle condizioni che vi guarda con occhi così dolci da aprire il cuore…

Cazzo fate?

Beh, io l’ho fatta entrare.

Subito si è messa a suo agio sotto il tavolo della cucina.

Mia nonna bestemmiava e le tirava dietro “Il Corriere”. Ma la cagna era sotto il tavolo ed a quanto sembrava, non le importava molto di mia nonna.

La nuova arrivata si è tranquillamente girata su di un fianco, ha chiuso gli occhi “da aprire il cuore” e…

…Cazzo!!! Quattro !!! Erano Quattro !!!

Mi aveva sgravato quattro cagnetti neri neri sotto il tavolo e la cosa risaltava subito perché la cagna, aveva un manto bianco come la neve. Quindi, già come impatto visivo, era un evento da far rimanere a bocca aperta.

Mia nonna continuava a gridare ed a bestemmiare nel suo toscano gretto, anzi, ora che ricordo, fumava anche un toscano, un bel sigaretto puzzolente che le scivolò in gola. Corse in bagno a vomitare.

Oh, finalmente un po’ di pace!

La cagna, malgrado il parto appena avvenuto, non si preoccupò minimamente dei suoi cuccioli. Si alzò ed uscì da sotto il tavolo con movimenti troppo veloci per quanto era appena successo e si diresse verso la porta.

Cominciò a graffiarla ed a guaire come un’ossessa, girandosi un attimo per (guardarmi)…

…in quell’attimo che si girò verso di me, gli occhi “da aprire il cuore”, si trasformarono in due globi rosso sangue terrificanti ed incominciò a ringhiare. Abbaiava quella troia di cagna !

“Ma Và Affanculo !” – ho detto – ed ho aperto la porta.

In un attimo…Sparita! Era corsa via !

Rimasi davanti alla porta aperta interdetto per un paio di minuti pensando : “Mai che uno possa tirarsi una sega in Santa Pace!”. Poi : “Cazzo, i cagnolini sotto il tavolo !!!”

Ma non c’erano più ! Spariti anche loro !

Ma…al loro posto…

FARFALLE !!!

FARFALLE NERE !!!

VOLAVANO !

PROFUMAVANO !

EMETTEVANO SUONI DIVINI !

E poi, LA LUCE ! Verde ed accecante, quasi fastidiosa e…

…la più bella fica che avessi mai visto ! Ma…vedevo ? Sognavo ? O il trip di un mese prima stava tornando su ?

La “madonna”, uscì da sotto il tavolo, attorniata dalle quattro farfalle nere che le svolazzavano attorno. Si avvicinò lentamente a me e…mi abbracciò…mi baciò dappertutto e…

Dio Mio, che cosa fù ! Se penso che mi stavo facendo una sega…

Mia nonna era collassata dentro al bagno a vomitare e non vide e non sentì nulla…è sorda!

Poi, una grande nuvola di fumo. “LEI” era sparita, ma sentivo ancora la sua voce, le sue labbra, il suo tocco…:

“Mi chiamo Joanie e devo subito dirti che erano secoli che non scopavo così. Sei una furia, caro Sandro” – era una voce celestiale – “Ti lascio queste quattro farfalle nere e ricorda che tua nonna stà collassando nel cesso. Ciao!”.

Ora sono nella Comunità Terapeutica di San Guido Al Ponte. Anche mia nonna è qui con me. Io stò bene ed anche lei se la passa da Dio.

Le farfalle sono volate via.

Sono in giro per il mondo.

Sono tra VOI !!!

(Sandro, 18 Dicembre 1992)

 

 

Buttato lì da: sigfridh a 15:42 | link | commenti (1) |
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sabato, 11 settembre 2004
Il Mio Primo Concerto dei Kiss

"You wanna the Best and you got the Best…The Hottest Band In the World …KISS!!!" Erano quasi tre anni che speravo di vedere e sentire l’annuncio d’introduzione del gruppo che amavo di più, dal giorno in cui tornando a casa dopo la scuola, ultimo anno delle medie, a Radio Peter Flowers, la radio un po’ più rock che trasmetteva a Milano, un dee-jay annunciò una canzone dal "gruppo più esplosivo del mondo". Ricordo che la canzone era "Rock’n’Roll All Nite". Fantastica! Quel momento di conoscenza lo ricordo ancora oggi perché quello fu un momento "particolare" di svolta nella mia vita. Ebbi subito un’attrazione fatale per la musica che quel pezzo mi trasmetteva, ma passarono ancora un paio d’anni per la svolta totale. L’anno dopo, affrontata con insuccesso la mia prima classe al Liceo Scientifico, andai in vacanza con i miei, come al solito a Viareggio. Conobbi un tipo di Firenze al baretto del Campeggio Paradiso, Alberto. Finalmente avevo trovato un altro fan dei Kiss. Oltretutto quella era l’estate in cui andava per la maggiore una certa "I Was Made For Loving You" che è diventata un cult di tutta la musica rock. Avevo poco materiale sonoro con me, mentre lui si era portato da casa, in musicassetta, tutta la discografia di questo gruppo. Passavamo le giornate ascoltando solo i Kiss (inframmezzati da brani dei Led Zeppelin che il buon Valerio, altro amico di Firenze, ci buttava lì per staccare un po’ da questa nostra "mania"). Andavamo a scroccare dall’edicolante del campeggio, Gianluca, nostro coetaneo, le copie di "Bravo" (un giornale tedesco di cui non ci capivamo un cazzo di quello che c’era scritto ma da cui potevamo vedere le ultime foto del gruppo e quindi capire cosa diavolo stessero facendo). Fantasticavamo sul fatto di poterli un giorno vedere dal vivo, forse in America o in qualche città Europea poiché l’immagine che si erano fatti (a torto) gli "allora" media in Italia per via delle due "SS" finali nel logo del gruppo, non era delle migliori. Si era messo pure un giornalista famoso, Mario Luzzato Fegiz, a tirare in ballo implicazioni naziste e sataniste del gruppo…(ma quando mai?!).
Finita la vacanza tornai a Milano più Kissomane che mai. Compravo "Bravo" o "Popstar" quasi ogni settimana, regolarmente, all’edicola di Piazza della Scala, che era l’unica ben fornita di giornali stranieri ed avevo tappezzato per intero la mia cameretta di posters, foto e articoli di Paul, Gene, Peter e Ace.
Così nel 1980 in un programma di una tivù privata, Teleradiocity, annunciarono che i Kiss avrebbero suonato in un’unica data italiana a Giugno, al Frejus (minchia, quasi in Francia!!!). La prima cosa fu mettermi in contatto con l’agenzia che avrebbe organizzato il concerto, la seconda fu telefonare al mio amico del campeggio per comunicargli la fantastica notizia.
Non stavamo più nella pelle, finalmente avremmo potuto vedere i nostri idoli. Ma qualcosa andò storto…perché dopo una quindicina di giorni comunicarono che la tournée era stata cancellata a causa di problemi nella band (Peter Criss, il batterista del gruppo aveva lasciato) e quindi chiunque avesse già fatto la p
renotazione per il concerto, poteva essere rimborsato oppure sostituire il biglietto con un altro concerto, quello dei Led Zeppelin, a Zurigo…
Insomma era una brutta notizia che i Kiss non suonavano più ma…in fondo era una grande notizia che suonassero i Led a Zurigo, in fin dei conti avevo già pagato, "ecchè mo’ chiedo il rimborso per sta occasione? "Chiamo Valerio…" e andammo al concerto dei Led Zep (…ma questa è un’altra "storia"…).
Passai un Giugno meraviglioso perché nell’arco di tre giorni riuscii a vedere sia il mitico Bob Marley, nella magica giornata/serata/notte di San Siro, sia i Led così i miei primi giorni di vacanza al Camping Paradiso passarono a raccontare agli amici questi due fantastici eventi.
I capelli cominciavano a crescere lunghi e lunghi…wow, che metamorphosy!!! Il piccolo Rock’n’Roll Star della Barona stava venendo su, ed in quell’estate dell’80 non mi dispiaceva essere guardato dalle ragazzine del Camping…Charismaaa aaaaa, Charismaaaaaa…yeeeeeehhh!!!
Un giorno, sotto il pergolato dell’edicola del Gianluca, mentre ci facevamo un’immensa cultura con i fumetti porno di Sukia, Jacula, Terror e Maghella, arrivò il corriere con l’ultimo numero di "Bravo". Articolo su i Kiss :"der konzert in Deutchland mit Photo" etc…ok figo…Tournee…"Katzenbilden Halle (all’incirca era così…) in Bonn…02.09.80 –Mailand – (ma questo è Milano in tedesco) ed altre due date, una a Genova e l’altra a Roma. Incredibile!!! Zompai a salti per tutto il campeggio e dato che era l’ora del riposo, l’omino-guardiano mi grido "oh te, stà bono o ti si manda via da i campeggio".
Trovai conferma un paio di giorni dopo dal Corriere della tournée, con annesso articolo di M.L. Fegiz che sparava cazzate a destra e a manca del tipo che c’era Gene Simmons che beveva sangue di agnello sul palco, che facevano i saluti nazisti…un abisso d’ignoranza…e lo fanno scrivere ancora oggi…
Anche se mancavano quattro/cinque giorni alla fine della mia vacanza, salutai i miei, acchiappai il treno per Milano e rientrai nella "grande pera" per accaparrarmi il biglietto del concerto.
Facevo il countdown per i giorni che mancavano all’evento…Mancando all’occasione Alex, mio compagno di banco, traviato da me alla Kissmania ma in vacanza a Bisceglie (non esistevano i telefonini per dargli la notizia…), tirai in mezzo per venire con me Michelino e Bernie. Il primo un ragazzo affetto da poliomelite e costretto in carrozzina, il secondo un obiettore di coscienza fuori di testa il quale ogni volta che mi vedeva mi diceva "Kiss di Mmerda". Tutti e due grandi amici!!! Fantastici Amici!
Arrivò così il grande giorno ma è molto meglio che lo descriva con quanto scrissi sul mio diario Smemoranda, quando rientrai a casa :

(il resto continua anche in : "Com'ero...! (Come Sono???!)"














Buttato lì da: sigfridh a 15:29 | link | commenti |
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mercoledì, 01 settembre 2004


Caterina e Danilo 1985

Buttato lì da: sigfridh a 21:24 | link | commenti (1) |
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19 Anni con Caterina

Ripensando a 19 anni fa posso solo avere dei meravigliosi flashbacks di quello che è stata l'inizio dell'avventura insieme ad una persona con cui ho condiviso e condivido la mia vita.

Ricordo che tutto è cominciato il giorno prima e non si è mai fermato. Carlo, un mio amico (o "amico" come racconterò in un prossimo post), era appena tornato tutto euforico dall'Inghilterra. Mi raccontava di fighe conosciute a mazzi, insieme ad Ale Spagarino e Roby "Minkios", del concerto del "Monsters of Rock" a Donnington, di amici comuni traseriti a Londra che si erano sistemati e che li avevano accolti passando quindi una vacanza a "babbomorto". Io invece ero stressato a manetta! La mia vacanza l'avevo trascorsa a San Vincenzo, in Toscana, per rattoppare un grande amore (di quelli ultra-travolgenti). Un disastro! Sicuramente la vacanza più di merda della mia post-adolescenza! Sì avevo conosciuto, nel frattempo, diverse ragazze molto carine e divertenti, sotto ogni aspetto ed avevo scoperto uno scrittore, di cui me ne avevano sempre parlato bene, che ora è il "mio preferito" : Stephen King. Ma che tristezza avevo nel cuore!

Carlo, nella sua euforia, fece di tutto per tirarmi sù. Tentammo un po' di telefonate ad amiche e "amichette" sempre disponibili per "tirar sù" il ...morale ma, la vita a Milano e dintorni non era ancora cominciata al 100% e quindi erano tutte in ferie o nel frattempo avevano trovato il loro amorello estivo con cui sollazzarsi. Anche Carlo aveva trovato il suo amorello estivo a Londra e mi raccontava di quanto era "gran pezzo di figa", tedesca, rocker come noi e ricca. Andammo a far sviluppare le foto nel pomeriggio e quando le ritirammo dovetti confermare che era un "gran pezzo di figa" che non si accostava molto bene all'aspetto del Carlo ma sicuramente alla sua simpatia. Me ne andai a casa e lungo tutto il tratto di ritorno della 76 me ne andavo sempre più a "mmale". Appena arrivato a casa, mia madre mi passa una telefonata. Era Carlo. Christine, così si chiamava la tedesca, lo aveva appena chiamato dalla stazione Bayereuth per dirgli che sarebbe arrivata l'indomani a Milano. "E non sei contento Cà?"-gli risposi. Lui disse che sarebbe arrivata alle 5 e mezza di mattina e quindi, per paura di non svegliarsi, sarebbe stato meglio fare una non-stop di nottata. "Cazzo ma non c'è in giro ancora nessuno! I locali riaprono Lunedì..." (come me la menavo...). "Dan, guarda che un po' di gente è tornata" - mi rispose- "Mi ha appena telefonato Leo "Panzarock" che ha la casa libera , un paio di amiche carine e un caro amico che ci rifornisce per l'intera notte ed è appena tornato da Amsterdam".

"OK!"-la cosa si faceva interessante-"Faccio un salto a comprare una decina di boccie!"

"Ed io faccio un giro in quartiere per non arrivare a mani vuote!"

"Alle noveemezza a casa mia!" - "Comincia a rollare!"

Puntuale arrivai a casa di Carlo...musica a palla, canna di nero giusto per cominciare, adrenalina spalmata su ogni centimetro di cervello...

Nel frattempo da casa avevamo rintracciato altri nostri amici reduci da vacanze alienanti a Rimini: Patrick e Ricky, il chitarrista ed il batterista della mia band, gli Havoc, arrivati anche loro freschi freschi e belli carichi.

Dovevamo solo fare un allungamento di percorso per andarli a recuperare dall'altra parte di Milano. La macchina sbuffava nuvole di fumo dai finestrini e dovevamo ancora cominciare la serata. Una volta acchiappati i due, un altra vasca per attraversare Milano, destinazione Comasina.

Siamo arrivati che avevamo le mascelle bloccate dal ridere e prima di trovare il citofono abbiamo svegliato mezzo palazzone dove abitava il Leo "Panzarock".

Quando siamo entrati siamo rimasti presi dal fatto che casa sua era come una bomboniera, piena di vasi e gingilli sulle mensole, tutta netta ed in ordine e noi quattro eravamo tutti belli ciondolanti e sorridenti. Attenzione, dobbiamo fare molta attenzione. Leo era tutto bello sorridente e felice. Non aveva mai fatto nessuna festicciola a casa sua in assenza dei genitori. Si raccomandò solo sul fatto di non fare casìno ma subito dopo accese lo stereo per mettere i Motley Crue a manetta. Le sue amiche erano già arrivate e non erano proprio carine anzi...Simpatiche sì ma disponibili no! Massì eravamo già così messi che non eravamo con la libido a mille, volevamo solo divertirci. Suonarono al citofono altri nostri amici ed arrivò anche l'amico da Amsterdam.

Anche il salotto della casa di Leo fu avvolto da una nuvola e tutti avevano portato qualcosa. Fumammo di tutto. C'era chi aveva portato l'anfe (ottimo addittivo per la nottata) gentilmente offerta dal suo dentista di fiducia, chi aveva dell'ottima Smirnoff da miscelare con la Fanta, una trentina di birre e l'amico di Amsterdam tirò fuori dalla tasca dei bei trips freschi freschi. Quando mi passò il panico sapendo che eravamo al settimo piano del palazzone, mi calai la figurina magica e da lì cominciò la festa. Speravo che i vicini di casa del Leo fossero tutti in vacanza, perchè facevamo un baccano micidiale con la musica dei Motley Crue, dei Kiss, Wrathchild, Twisted Sisters etc.

Alle 5 eravamo devastati ma felici, non un solo pezzo di chincaglieria era caduto neppure un grammo di cenere di sigaretta, non una macchia di alcolico su poltrone e divani. Carlo mi chiese le chiavi della macchina per andare a prendere la ragazza in stazione. Gliele diedi, ero troppo intento a parlare e parlare. Tutti parlavano e parlavano! Carlo si fece accompagnare da Patrick e Ricky pur di parlare...

Verso le 7 se ne tornò presentandoci la sua nuova ragazza. Era meglio che in foto. "Complimenti Cà". Christine era pure simpatica. Fece colazione con un paio di birre (e quando mai...). Tutti cominciavano a essere andati a male e quindi pensammo di andarcene a casa. Patrick e Ricky si erano già fatti lasciare alla 90 da Carlo. Bene avrei dovuto accompagnare solo lui e Christine a casa. Durante il viaggio a Carlo è venuta questa idea: "Ma siete stanchi?"-Risposta: "Noh!!!"-"Allora perchè non ce ne andiamo tutti al Nautilus oggi pomeriggio?"

Proposta accettata! E chi aveva voglia di andare a dormire?!

Arrivai a casa ed i miei, svegli da un pezzo, ed anche se li avevo avvertiti che non sarei rincasato, s'inkazzarono di brutto.

Mangiai in fretta, cercai di mettermi a posto al meglio e una volta acchiappati Carlo e Christine partimmo direzione "Nautilus". Fermata di rito all'autogrll della Milano-Laghi con furto di boccia di Martini Bianco (la velocità di prontezza della teutonica Christine fu spiazzante per tutti!). Arrivati al Nautilus il Martini era già a metà.

Una volta entrato in quella discoteca me ne andai a male. Ecco era arrivato il "down" della nottata di bagordi e cominciai a scivolare in un'abissale paranoia.

Ogni tanto mi alzavo dai famosi divanetti del Nautilus, pieni sborra secca, per ballare. Ma cominciavo a non starci più dentro ma poi...La vidi! Era seduta sul palchetto dei concerti e mi stava guardando e lo faceva a tal punto da imbarazzarmi ma mi piaceva. Dovevo conoscerla ma oltre che in stato confusionale ero frenato da tutte le menate derivate dall'estate andata a male, dal grande amore finito da paure così assurde che ero bloccato. "(Ok Dan*, frase tipica N° 1, che non sbaglia mai) " - "Avresti una sigaretta?" - "(Al massimo passo dal solito scroccone assatanato)". Ce l'aveva ed attaccammo bottone. Chiaccherammo per tutto il tempo della discoteca. Ero attratto da lei come da tempo non mi era più successo. L'effetto di tutte le sostanze stupendamente facenti della nottata si era dissolto. Mentre camminavamo in lungo e in largo la discoteca sentivo di galleggiare nell'aria insieme a lei. Io che non credevo ai colpi di fulmine. Io che credevo che il più grande amore della mia vita fosse ormai andato provavo un'attrazione magica per questa ragazza bellissima. Occhi neri stupendi, capelli lunghissimi, due labbra che osservavo incantato e due seni su cui già fantasticavo con una sensazione che non era solo nella testa. Caterina! Un nome inusuale tra le mie conoscenze in cui tutte si storpiavano il nome (o glielo appioppavi) tipo Giusy, Connie, Fanny, Betty, Maddy, Sukkio, Rana, Lupa etc.

Il Dee jay annunciò che il locale chiudeva. "Noooooooo". Ma lei doveva andare a casa e subito. Come Cenerentola! Dovevamo salutarci dopo tutto il nostro parlare. "Ciao" - "Ciao" - Ma ci guardammo negli occhi ed allora "suonarono le campane". La tirai a me forte e la baciai con tutta la mia passione possibile. Un bacio lungo ed appassionato sentito e contaccambiato da lei. Quando smettemmo a tutti e due girava la testa.

Passò una sua amica che le ricordò che era tardi dovevano affrettarsi altrimenti sarebbero stati guai seri.

Un altro bacio e corse via.

Mi ero dimenticato qualcosa? Cazzo siiiiii!!!! L'indirizzo, il numero di telefono...come farò a ritrovarla? Mi tocca tornare al Nautilus ancora e magari aspettarla invano?

Ero già così cotto?

Nella strada di ritorno verso Milano raccontai la storia a Carlo, che era stato tutto il pomeriggio sui divanetti con Christine. Mi disse che quella ragazza l'aveva già vista una sera che parlava con Pino Scotto. "(Ecco)" - pensai - "(se tanto mi dà tanto ed era a parlare con Pino Scotto, maniaco de' femmene com'è, mi sà tanto che era meglio che la portavo direttamente sui divanetti)".

La sera stessa telefonai a Pino Scotto. La conosceva ed aveva pure il numero di telefono. "Guarda che è una brava ragazza, io ci ho provato ma un cazzo!", mi disse.

La chiamai : "Ti va di uscire con me? Sai, ehm, credo di essermi innamorato di te..."

Dalla sua risposta affermativa sono passati 19 anni. E' ho passato 19 anni con la persona più meravigliosa della mia vita. Un bacio Amore.

Buttato lì da: sigfridh a 15:16 | link | commenti |
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